C’è un pittore che ha preso il nome da questo paese: Guglielmo Caccia, per tutti «il Moncalvo», che qui aprì la sua bottega e insegnò a dipingere alle figlie in un’epoca in cui l’arte era quasi ovunque vietata alle donne. Moncalvo è uno dei borghi più piccoli d’Italia, su una collina del Monferrato circondata dalle vigne, ma nelle sue strade convivono storie che non ti aspetteresti: il castello dei Marchesi del Monferrato, una sinagoga e un antico ghetto, le pietre d’inciampo, un teatro che è stato prima chiesa e poi cinema, lo sferisterio dove si gioca ancora a pallone col pugno. Scegli il percorso che fa per te, breve, completo, a tema o per i più piccoli, e parti da Piazza Garibaldi, il punto più alto del paese.
Itinerari disponibili
Il centro storico di Moncalvo, percorso breve
Un itinerario che in poco tempo ti farà capire quanta storia si nasconde in questo borgo del Monferrato. Partirai da Piazza Garibaldi, davanti a un edificio che è stato chiesa, poi teatro e poi cinema, e da lì raggiungerai il castello dei Marchesi, la sinagoga e il ghetto ebraico, il municipio nato da un convento e la chiesa di San Francesco. Sono dodici tappe che raccolgono l’essenziale del centro storico, una dopo l’altra, senza deviazioni.
Il centro storico di Moncalvo, percorso approfondito
Moncalvo è uno dei borghi più piccoli d’Italia, ma in due ore scoprirai quante vite ci stanno dentro. Diciannove tappe ti portano dal castello dei Marchesi del Monferrato allo sferisterio della «Fossa dei Leoni», dalla sinagoga e dall’antico ghetto alle pietre d’inciampo, fino al convento di Sant’Orsola diventato municipio e alla chiesa di San Francesco.
Moncalvo - Percorso per bambini
Alza gli occhi: sul cornicione di Piazza Garibaldi ti aspetta una rondine, e sarà lei a guidarti. La sua famiglia nidifica sui tetti di Moncalvo da tantissime generazioni, e da lassù ha visto tutto: un teatro che prima era una chiesa e poi è diventato un cinema, il castello dei marchesi, un campo dove si gioca a pallone colpendolo con il pugno.
Sulle tracce di Guglielmo e Orsola Caccia
Nel 1593 un pittore comprò casa in questo borgo e ne prese il nome: da allora Guglielmo Caccia è per tutti «il Moncalvo». In sei tappe segui lui e sua figlia Orsola Maddalena, monaca e pittrice, dalla casa-bottega diventata convento e poi municipio fino alla chiesa di San Francesco, dove le loro mani si incontrano sulle stesse tele. È la storia di un padre e una figlia che hanno continuato a dipingere insieme anche dopo la morte di lui: ascoltala nei luoghi in cui è nata.