Un percorso affascinante tra storia, spiritualità e tradizione, che attraversa piazze medievali, palazzi storici e luoghi simbolo della cultura locale, con scorci mozzafiato e suggestioni che uniscono fede, arte e memoria.
Benvenuti a Bettona, uno dei borghi più antichi e suggestivi dell’Umbria. L’aspetto odierno di Bettona, con le sue case in pietra, i palazzi e i vicoli raccolti, racconta una storia lunga più di duemila anni. Bettona fu un importante centro etrusco, situato sulla sinistra del Tevere e controllato dalla vicina Perugia. Entrò nell’orbita romana nel 90 a.C., quando ottenne la cittadinanza. Nei secoli successivi visse momenti turbolenti, soprattutto dopo le invasioni barbariche. Nel dodicesimo secolo divenne un Comune autonomo, ma nel 1352, dopo un lungo assedio, fu conquistata e distrutta da Perugia. La ricostruzione arrivò nel 1367, per volontà della Chiesa, che incaricò il cardinale Albornoz di far rinascere la città. Seguì un breve periodo nello Stato Pontificio, poi Bettona tornò sotto il controllo di Perugia e dei signori Baglioni. Infine, nel 1648 entrò definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, dove rimase fino all’Unità d’Italia. Il borgo medievale coincide con l’antico insediamento etrusco e romano, e ne conserva la memoria anche nella struttura urbanistica. È circondato da una cinta muraria di epoca medievale, che ingloba tratti ben visibili delle mura etrusche, realizzate con grandi blocchi di pietra. Il centro si sviluppa attorno a due piazze: Cavour, dove un tempo si trovava il Foro, e Garibaldi, su cui si affacciano gli edifici civili e religiosi più importanti. Dal 2014, Bettona è ufficialmente inserita nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”. Nel cuore del borgo, affacciati sulla centrale piazza Cavour, troviamo alcuni dei luoghi chiave per conoscere la storia e l’identità di Bettona: il Palazzo Comunale, il Palazzo del Podestà e l’adiacente Palazzo Biancalana. Il Palazzo Comunale è uno degli edifici più antichi della città. Costruito nella seconda metà del Trecento, conserva al suo interno la sala consiliare e un prezioso coro ligneo del Cinquecento, originariamente collocato nella chiesa di Sant’Antonio. A pochi passi si trova il Palazzo del Podestà, edificato nel 1371 durante la ricostruzione voluta dal cardinale Albornoz. Questo edificio fu la residenza dei podestà, i rappresentanti del potere cittadino. Ancora oggi, lungo la rampa d’accesso, si possono vedere gli stemmi pontifici e affreschi raffiguranti la Maestà con i santi Pietro e Paolo. Oggi il Palazzo del Podestà e Palazzo Biancalana ospitano il Museo della Città di Bettona.
Coordinate: 43.01353, 12.48453
Il museo racconta la lunga storia artistica e culturale del territorio, dalle origini etrusche fino al periodo neoclassico. La sezione archeologica ospita reperti rinvenuti in gran parte agli inizi del Novecento, che testimoniano la presenza etrusca e romana nella zona. Accanto ai reperti antichi, la sezione pittorica conserva opere di altissimo pregio: tra i nomi più importanti, Perugino, El Greco, Dono Doni, Canova, Spagnoletto, Jacopo Siculo e Benedetto di Bindo. Da non perdere i Corali miniati del XIV secolo, rari e raffinati codici liturgici ancora oggi studiati da musicologi e storici dell’arte. A completare l’offerta del Museo, è in programma l’apertura di una nuova sezione dedicata all’arte contemporanea. Il museo, inoltre, nel Palazzetto del Podestà, ospita la grande mostra “Etruschi a Bettona”. Un evento dal grande valore simbolico, che dopo oltre 110 anni riconsegna alla comunità il suo tesoro archeologico più importante: la Tomba di Colle. Già nella seconda metà dell’Ottocento, lungo la strada che saliva verso il borgo, era visibile una porzione muraria che l’erudito locale Pio Biancalana definì “avanzo di antico muro”. Solo nel 1913, con gli scavi archeologici, si rivelò la vera natura di quel frammento: una tomba etrusca. Oggi, quel ritrovamento torna a parlare grazie a un percorso espositivo ricco e coinvolgente. Per la prima volta dalla scoperta, il corredo funerario è esposto nella sua terra d’origine: oggetti preziosi, raffinata oreficeria e pietre dure, testimonianza della sofisticata arte orafa etrusca, sviluppata dal X all’VIII secolo a.C. grazie anche all’influsso degli orafi orientali. Accanto a questi manufatti, la mostra presenta bronzetti votivi, lastre incise e il celebre cartiglio acquarellato di Biancalana, un documento composto da sette tavole che ricostruisce lo schema topografico dell’archeologia locale. La mostra è coordinata dal Direttore del Museo di Bettona, Francesco Federico Mancini, con il contributo di un prestigioso comitato scientifico e il sostegno di Fondazione Perugia. Il progetto include anche un percorso archeo-ambientale guidato, il Trekking Etrusco, e attività didattiche e divulgative per tutte le età. Un’occasione per riscoprire le radici profonde di Bettona.
Coordinate: 43.01329, 12.48445
A distanza di pochi passi l'uno dall'altro possiamo osservare tre edifici religiosi che raccontano secoli di devozione, arte e tradizione a Bettona: l’Oratorio di San Francesco, la Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta e l’Oratorio di Sant’Andrea. L’Oratorio di San Francesco, detto anche dell’Orazione, risale al XII secolo. All’interno, l’altare maggiore è decorato con eleganti stucchi cinquecenteschi. La pala d’altare del seicento raffigura la Crocifissione, con Maria Maddalena, San Crispolto, San Francesco e i confratelli della Confraternita della Morte. In alto, la scena è completata dalla figura del Padre Eterno. Sull’altare laterale sinistro si trova un Crocifisso ligneo, ancora oggi utilizzato nel rito della “scavigliazione” del Venerdì Santo. A destra, una statua seicentesca della Madonna Addolorata. La Chiesa di Santa Maria Assunta è, invece, la principale chiesa del borgo. Sorge nel luogo in cui, secondo la tradizione, avvenne il primo miracolo di San Crispolto. L’aspetto attuale è il risultato di un lungo restauro in stile neoclassico. Dell’antica chiesa romano-gotica resta solo la cappella di Santa Rita. L’abside fu affrescato nel 1939 dal pittore futurista Gerardo Dottori, mentre l’altare maggiore è arricchito da un ciborio del 1590. Accanto alla chiesa, nel 1797, fu costruita la collegiata. Poco più avanti sorge l’Oratorio di Sant’Andrea, anch’esso risalente al XII secolo, ha subito diversi interventi nel tempo fino ad assumere l’attuale configurazione barocca. Al suo interno, il soffitto ligneo a cassettoni con rosoni intagliati introduce a un altare elegante, incorniciato da stucchi che racchiudono una tela raffigurante il martirio di Sant’Andrea. Di grande interesse è anche il ciclo di affreschi tardo-giotteschi dedicato alla Passione di Cristo. Qui sono conservate le reliquie del Beato Pietro Negles, copatrono del borgo. Fin dal XIII secolo, questo oratorio è la sede della Venerabile Confraternita di Sant’Andrea Apostolo.
Coordinate: 43.013779, 12.4835492
Siamo giunti in un luogo fondamentale per la storia religiosa di Bettona: la chiesa di San Crispolto e il convento adiacente. Qui si intrecciano le radici cristiane dell’Umbria con la vita e il martirio del patrono del borgo, San Crispolto, figura ancora oggi molto sentita dalla comunità. San Crispolto, secondo la Passio contenuta negli Acta Sanctorum, era originario di Gerusalemme e fece parte dei settantadue discepoli inviati da San Pietro a diffondere il Vangelo. Giunto a Bettona nel I secolo, compì miracoli, fu nominato vescovo e infine subì il martirio il 12 maggio, nel luogo chiamato “campo di Bucarone”. La sua condanna, per mano del prefetto romano Austerio, avvenne tramite “taglio per medio”: per questo, nell’iconografia, viene spesso raffigurato con il corpo sezionato e una sega insanguinata, simboli forti ma ricorrenti, di cui diversi esempi sono conservati nella Pinacoteca comunale. Ancora oggi, ogni 12 maggio, Bettona celebra il suo patrono con una solenne processione: dopo la messa, il busto argenteo del santo viene portato per le vie del borgo, illuminate da fiammelle votive. Alla fine della cerimonia, viene distribuito un batuffolo di ovatta, da sempre usato come rimedio popolare contro il mal di testa. La chiesa dedicata a San Crispolto fu costruita nel XIII secolo dai monaci benedettini per ospitare le spoglie del santo. Ha subito diverse trasformazioni nel tempo, ma conserva elementi romanici, come il campanile cuspidato. La facciata tardo barocca, con richiami neoclassici, è opera dell’architetto Antonio Stefanucci, allievo di Vanvitelli. Attualmente è in restauro, la fine dei lavori è prevista nel 2026. Accanto, l’ex convento offre ancora oggi la possibilità di visitare il chiostro, la sala capitolare e il cenacolo. Qui si conserva un grande affresco, da poco restaurato, che rappresenta un’ultima cena atipica, attribuita forse a Cesare Sermei. I personaggi raffigurati sembrano infatti più ispirati alle Nozze di Cana che alla narrazione evangelica dell’ultima cena.
Coordinate: 43.0137238, 12.4852144
Bettona conserva ancora intatta la cinta muraria che abbraccia il centro storico, caratterizzata da una forma ellittica, quasi a proteggerne l’anima antica. Le mura, estese per circa mille metri, poggiano in parte su imponenti fondamenta etrusche, composte da grandi blocchi di arenaria sapientemente posati direttamente sulla roccia viva. Il tempo, la pioggia e il vento hanno plasmato queste pietre, trasformandole in silenziosi testimoni di una storia millenaria, carica di fascino e mistero. La strada principale del borgo, un tempo nota come “via di mezzo”, attraversa Bettona collegando i due ingressi principali: Porta Vittorio Emanuele, posta a nord-ovest, e Porta Romana, a sud-est. Ai lati, due passaggi pedonali, Porta San Crispolto e Porta Primo Maggio, si aprono come varchi più riservati, svelando angoli nascosti e scorci suggestivi, perfetti per una passeggiata lenta e attenta. Percorrere il cammino lungo le mura, che si estende per circa un chilometro e mezzo, significa camminare su un vero e proprio balcone naturale. Da qui lo sguardo si perde nella meraviglia della Valle Umbra, con i profili delle città di Assisi, Spello e Perugia che si stagliano nitidi all’orizzonte, incorniciati dal verde rigoglioso della campagna circostante. Tra le curiosità che animano il borgo, spicca una pietra etrusca dalla forma insolita, affettuosamente chiamata “il culo delle monache”. Si trova proprio accanto all’ex convento di Santa Caterina, un dettaglio ironico e giocoso che racconta con leggerezza la storia e lo spirito autentico di Bettona. Infine, lungo le vie del centro storico, è facile notare piccole tasche lavorate all’uncinetto appese alle porte delle abitazioni. Realizzate con cura dalle artigiane locali, queste delicate decorazioni ospitano piantine fiorite che, con i loro colori vivaci, donano alle strade un’atmosfera accogliente, rendendo il borgo ancor più unico e vivace.
Coordinate: 43.0146366, 12.4830161