Museo Archeologico di Conversano
Il Museo Archeologico di Conversano, ospitato nell'ex monastero di San Benedetto, documenta le origini prelatine e romane del territorio. I reperti più antichi (VIII-VI sec. a.C.) provengono da Castiglione, mentre la maggior parte risale al IV-II sec. a.C. e viene dalle necropoli di Norba, l'insediamento precedente l'odierna Conversano. I corredi funerari — ceramiche, oggetti in metallo, strumenti di lavoro e oggetti preziosi come anelli d'oro e monete — testimoniano una società composita, con gente comune, ceti benestanti e un'aristocrazia urbana.
Pinacoteca Finoglio
Nel piano nobile del Castello di Conversano si trova un ciclo di dieci grandi dipinti dedicati alla Gerusalemme Liberata del Tasso, realizzati intorno al 1640 dal pittore napoletano Paolo Domenico Finoglio. L'artista, approdato in Puglia come pittore di corte degli Acquaviva d'Aragona, raffigura con vigore barocco eroi e figure femminili del poema tassiano in scene di guerra e d'amore, su commissione del potente conte Giangirolamo II.
Il ciclo è considerato uno dei più significativi esempi di arte profana del Seicento italiano.
Museo del Territorio e la Pinacoteca Netti
Il Museo del Territorio è articolato in due principali sezioni tematiche. La prima, dedicata alla Moda e al Costume, presenta una ricca raccolta di abiti tradizionali risalenti al periodo compreso tra la metà del XVIII secolo e i primi decenni del Novecento. Di particolare interesse sono la camera da letto e il corredo nuziale appartenuti alla famiglia borghese Capochiani-Pascale, testimonianze significative della vita quotidiana e delle consuetudini sociali dell’epoca.La seconda sezione è dedicata al pittore pugliese Francesco Netti (1832-1894), tra i maggiori esponenti della pittura meridionale dell’Ottocento. Le opere esposte provengono dalla collezione di famiglia raccolta da Nicola Accolti Gil Vitale e donata alla comunità con l’intento di rendere l’arte accessibile a tutti. La raccolta comprende anche dipinti di altri artisti contemporanei, tra cui Alfio Tomaselli, Beniamino Bianco e Carpanini, offrendo un’interessante panoramica della cultura figurativa del tempo.