Itinerario introduttivo
Questo itinerario è dedicato alla Fondazione De Claricini Dornpacher e alla Sua bellissima villa con giardino all'italiana e vigneto.
Museo: Villa De Claricini Dornpacher
Storia e descrizione esterna della Villa
Questa sezione ci introduce alla Villa raccontandone la storia, la struttura e i personaggi che qui abitarono.
La famiglia de Claricini discendeva dalla stirpe dei Clarissimi che fioriva in Bologna nel X secolo. Boniatolo o Bongiacomo de Claricini, capostipite della casata friulana, venne ad abitare Cividale attorno al 1260 entrando a far parte del Nobile Consiglio di Cividale. Villa de Claricini risale al 1670 ca. e, come per gran parte delle ville friulane, non esiste un progetto che ci permetta di datare con esattezza l’edificio ma una serie di testimonianze scritte consentono di ricostruirne la storia in maniera approssimativa. All’inizio del Novecento ci furono varie modifiche, come si può evincere da alcune ricevute in archivio. L’architettura si presenta in forma di parallelepipedo a tre piani, costruito in muratura di pietrame, mantiene lo sviluppo orizzontale della casa friulana, e coperto da un tetto aggettante a padiglione che nasconde il sottotetto un tempo abitato dalla servitù, oggi sfruttato come soffitta. Il corpo centrale, o casa dominicale, era la residenza dei proprietari è caratterizzata da tipici stilemi veneti, in quanto luogo di rappresentanza e di villeggiatura estiva; quasi tutte le ville erano prive di sistemi di riscaldamento invernale e di cucina. Il modello prevedeva, nelle vicinanze della villa, delle dipendenze dette barchesse, dove veniva organizzato il lavoro: cucine, abitazioni dei contadini, stalle e altri annessi rustici. La facciata a nord, oggi ingresso principale si apre sul cortile che era secondario, detto cortile d’onore, con al centro il pozzo e suddiviso da due sentieri che spartiscono lo spazio verde ornato da arbusti di bosso. A sud si trova il giardino all’italiana che fu restaurato dal 1908 per volere del conte Nicolò.
Il giardino all'italiana
Questa sezione si sofferma sul bellissimo giardino all'italiana della Villa e sui suoi splendidi alberi.
Il giardino formale, o giardino all'italiana, è uno stile di giardino di origine tardo-rinascimentale ed è caratterizzato da una suddivisione geometrica degli spazi ottenuta con l'utilizzo di filari alberati e siepi di sempreverdi, spesso bossi. Questo tipo di giardino ritornò di moda in Italia e all’estero nel primo dopoguerra, negli anni ’20 e ’30 che la sua azione riprese vigore e l’esemplare di Bottenicco giunse a completamento, con le statue ornamentali delle fontane e con quelle collocate al di là della recinzione lapidea. Il pavimento di pietra è scandito ai margini da vasi di limoni, in estate, e divide due aree verdi simmetriche arricchite da bosso, fontane e statue. La limonaia, situata a est dell’edificio principale, è opera degli ultimi decenni dell’Ottocento e in essa ogni inverno vengono ricoverate le piante di limone. In fondo alla pavimentazione, la balaustra si apre al centro per consentire l’accesso al parco ricco di essenze secolari come aceri, cedri, faggi, lecci. Oltre il parco si apre un viale di cipressi che porta verso la strada e segna il confine. Per saperne di più sugli alberi nel giardino, avviare i file audio quando si è all'interno del parco.
Il vigneto della villa
Questa ultima sezione si sofferma sul vigneto, punto di forza del luogo.
All'estremo sud del parco si trova il muro di confine della residenza, oltre la quale possiamo intravedere i numerosi filari di vite. Coltiviamo 12 ettari di vigneto che si trova in gran parte attorno alle mura della villa e in parte sulle colline di Rubignacco (Cividale). Il vino che produciamo è frutto di un grande lavoro in vigneto finalizzato a portare le piante alle condizioni di natura affinché possano difendersi da sole, trovando nel suolo tutto quello di cui hanno bisogno per crescere. In una oasi biologica di oltre 150 ettari seminiamo e coltiviamo i nostri cereali e legumi. I nostri cereali e le farine esprimono, cosi come accade per i nostri vini, l’identità della nostra terra. Ogni nostro di gesto di cura, di protezione e amore si traduce in colore e gusto, lo potete sentire nei nostri vini e nel nostro cibo.